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Filmati:


Lezione 1
: Che cosa
e' la metafisica


Lezione 2: La parola
“metafisica”


Lezione 3: Lo scopo
della metafisica


Lezione 4: L'oggetto
della metafisica


Lezione 5: I principi
della metafisica


Lezione 6:  L'origine
della Metafisica.


Lezione 7: Il metodo
della metafisica


Lezione 8: Le proprieta' dell'ente.


Lezione 9: I princìpi
dell'ente


Lezione 10: La sostanza
e l’accidente


Lezione 11: La sostanza
materiale e la sostanza
spirituale


Lezione 12: I gradi della realtà


Lezione 13: Il divenire


Lezione 14: La finitezza
dell’ente


Lezione 15: Le cause dell’ente


Lezione 16: La causa
prima


Lezione 17: Il fine ultimo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

























































 

 

 

 

 

STUDI e DIBATTI Metafisica per tutti


 

Bologna, 13 novembre 2010
Padre Giovanni Cavalcoli, OP

La metafisica

Cari Amici,
vi espongo brevemente il programma che intendo svolgere in una serie di brevi lezioni, un po’ come in un ristorante vi presentano il menù o in ad un concerto vi presentano il programma delle musiche.

Ecco il programma:

1.   Che cosa è la metafisica
2.   La parola “metafisica”
3.   Lo scopo della metafisica
4.   L’oggetto della metafisica
5.   I princìpi della metafisica
6.   L’origine della metafisica
7.   Il metodo della metafisica
8.   Le proprietà dell’ente
9.   I princìpi dell’ente
10. La sostanza e l’accidente
11. La sostanza materiale e la sostanza spirituale
12. I gradi della realtà
13. Il divenire
14. La finitezza dell’ente
15. Le cause dell’ente
16. La causa prima
17. Il fine ultimo

La metafisica è la scienza dell’ente in quanto ente. Si può studiare l’ente uomo in quanto uomo o l’ente vivente in quanto vivente o l’ente spirituale in quanto spirituale e così via.

La metafisica studia l’ente in quanto ente, quindi vede in ogni ente solo la sua entità o la sua esistenza.

L’ente è ciò che esiste, ciò che ha l’essere, ciò che ha un’essenza in atto d’essere. Ogni cosa è un ente. Di tutto ciò che noi conosciamo supponiamo che sia un ente, ovvero che sia una cosa o che sia qualcosa. Allora si può dire che l’ente è la cosa e che la cosa è l’ente. La metafisica si chiama anche ontologia (onto-logia: da on, ente e logos, studio). Si chiama anche filosofia dell’essere.

La nostra conoscenza è proiettata verso l’ente, verso ogni ente, come dire che è proiettata verso il reale, verso la realtà. L’ente è il reale. Il reale è l’ente. Quando pensiamo, pensiamo sempre ad un ente, anche se si tratta di un ente particolare. Anche quando concepiamo il nulla, determiniamo che cosa è il nulla, lo immaginiamo come se fosse ente. Diversamente pensare il nulla è non pensar nulla, è non pensare. Pensare è sempre pensare qualcosa. Non esiste un pensare vuoto di contenuto, per quanto irreale o immaginario.

Ci interessa innanzitutto il reale, l’ente reale, l’ente esistente, l’ente vero e oggettivo, non il fantastico o l’inventato o l’insistente o il falso o il contradditorio, che è impensabile.

L’ente immaginario interessa la poesia o il sogno, non la scienza. Ci interessa non scambiare l’ente apparente con l’ente reale.

L’ente si oppone al non esistente, al non-essere, al nulla. Ci interessa anche l’ente ideale, se con ciò intendiamo l’ente perfetto.

Invece l’ideale come idea o come nostra rappresentazione vale meno del reale, serve al reale, è funzionale al reale, è regolata dal reale.

Tutto ciò che conosciamo è ente.
La nozione dell’ente dunque è la più universale, la più estesa, la più ampia, la più certa, la più evidente, la più nota.
Tutte si riducono a quella dell’ente, perché di ogni cosa si suppone che sia un ente.
Tuttavia noi siamo abituati agli enti individuali, specifici o generici.

L’ente come ente nella sua universalità, astratto da ogni ente determinato, può apparirci troppo vago e quasi vuoto.
Questo può essere l’ente di ragione, l’ente pensato in quanto pensato, proprio della logica.
Invece l’ente del metafisico è l’ente più pieno e il suo il concetto è pure il più pieno e il più ricco, benchè indistinto, perché suppone in se stesso implicitamente tutti gli enti particolari e concreti.
Ente infatti è tutto ciò che esiste in qualunque modo.

Per giungere alla nozione dell’ente, occorre astrarre:
1) dall’ente fisico individuale e si ottiene il piano del sapere fisico;
2) dall’ente fisico, ossia dalle sue qualità sensibili, e si ottiene l’ente matematico, ossia l’ente quanto;
3) dall’ente matematico, ossia dalla quantità (cioè dalla materia), e si afferma in un giudizio la distinzione reale tra l’ente materiale e l’ente spirituale.
Ora l’ente metafisico è appunto indifferente alla materialità ed alla spiritualità.


L’ente è uno e molteplice, ha una sua identità ma al contempo è diversificato: la nozione dell’ente quindi non ha un solo significato, ma significa molte cose e in molti modi.
E’, come si dice, analogico.
Il significato della nozione di ente è semplicissimo: tutti sanno che cosa è l’ente.
Eppure l’ente è anche infinitamente misterioso.
Nessuno di noi conosce ogni ente, né le sue profondità abissali.
La nozione dell’ente abbraccia sì ogni ente, ma solo in modo astratto.
Conoscendo l’ente conosciamo in certo modo tutto, ma in modo assai indeterminato e imperfetto.
Solo una mente infinita potrebbe conoscere veramente tutto l’ente e tutti gli enti.

La metafisica è dunque un sapere universale, il più universale di tutti, è il più fondamentale, il più certo ed anche il più elevato, perché essa conduce all’ente sommo o supremo, che è Dio.
Essa quindi allarga la nostra mente all’infinito e ci fa comprendere i legami tra tutte le cose.
Ci permette di sistemare il nostro sapere in un unico sapere attorno alla nozione dell’ente.

La metafisica fonda tutte le scienze e dà ad esse i loro princìpi.
Essa è scienza dei primi princìpi e delle cause prime.
Essa giustifica il bisogno di verità che si trova in tutte le scienze, e le stimola tutte ad un progresso continuo.
I princìpi delle scienze sono fondati in quelli della metafisica.

I princìpi della metafisica si giustificano da sé a causa della loro evidenza ed inconfutabilità.
Chi tenta di negarli, si confuta da solo, in forza del principio di non-contraddizione, che è il primo di tutti i princìpi.
La metafisica è una scienza rigorosa: essa dimostra le sue tesi per assurdo, ossia mostra che chi le nega si contraddice.

L’ente si compone:
1) di un soggetto: ciò che ha l’essere; il soggetto è ciò per cui l’ente sussiste;
2) di un essere: l’essere dell’ente; l’essere è ciò per cui l’ente è;
3) di un’essenza: l’essere limitato dall’essenza.
L’essenza è ciò per cui l’ente è tale. Ogni ente esistente, è questo tale ente, un ente individuale, con una data essenza. Il suo essere è limitato o determinato da quella data essenza.

La metafisica studia anche le proprietà dell’ente: l’esser reale, l’esser qualcosa, l’esser uno, l’esser vario, l’esser graduale, l’esser vero, l’esser buono, l’esser bello.
Sono le cosiddette proprietà trascendentali.
Invece i sommi generi dell’ente si chiamano categorie o predicamenti.

I generi di ente più ampli sono la sostanza e l’accidente.
La sostanza è ciò che esiste in sé e per sé.
La sostanza suprema è la sostanza spirituale, la persona.
L’accidente è ciò che esiste nella sostanza, proprietà della sostanza.

La sostanza può essere materiale o spirituale.
La metafisica si interessa dell’ente come tale, non importa che sia materiale o spirituale.
Essa però mira ad andare oltre (“metà” in greco vuol dire “oltre”) l’ente fisico, l’ente sensibile o materiale, le cose del mondo che ci circonda: da qui la parola “meta-fisica”.
La metafisica mira superare l’esperienza per cogliere il puramente intellegibile.

L’ente fisico ha un’origine, si genera, diviene, muta, evolve, si corrompe e finisce, passa dalla potenza alla’atto.
Da non esistente, ossia possibile, diventa esistente, ovvero reale o attuale.
L’ente materiale si compone di materia e forma: una materia che cambia forma.
La forma (causa formale) dà forma alla materia e la materia è formata dalla forma.

Si può dare forma senza materia (lo spirito), ma non materia senza forma.
Lo spirito è infinitamente più potente della materia (primato dello spirito).
Per questo l’evoluzionismo materialista è assurdo perché implica un effetto (la materia) più potente della causa (lo spirito).

La potenza che si oppone all’atto (essere potenziale) è passiva: viene attuata dal suo atto.
Si distingue dalla potenza attiva o energia, che è atto o attività, che attua o una forma o un soggetto o una materia.
L’attività dell’ente è la sua causalità efficiente.

L’essenza dell’ente sta all’essere potenziale (o potenza) come l’essere dell’ente sta all’atto d’essere. L’ente finito ha un’essenza limitata e pertanto esso limita l’essere che è l’atto di questa essenza.
Invece l’ente la cui essenza è quella di essere, cioè Dio, è puro atto d’essere senza alcuna potenza. Dio tutto muta e tutto fa essere senza essere egli stesso mutevole, muove senza esser mosso. È immutabile, il motore immobile.

L’ente è soggetto a gradi di perfezione:
partendo dalla materia, si dà:
1) l’ente corporeo inanimato (corpi elementari, corpi composti e sostanza chimiche);
2) l’ente corporeo vivente di vita vegetativa (piante);
3) corpi viventi di anima sensitiva (animali);
4) corpi viventi di anima spirituale (uomo);
5) puri spiriti finiti (angeli ed anime separate);
9) purissimo Spirito infinito (Dio).

L’ente spirituale – per esempio l’anima umana – è una forma immateriale, che sussiste da sé anche senza dar forma al corpo, la cosiddetta anima separata (dalla materia): le anime dei defunti.
L’anima umana ha origine ma non ha termine di durata: è immortale.

L’ente può essere contingente o necessario; contingente è l’ente che può non essere, in quanto non esiste per essenza: partecipa dell’essere, lo possiede, ma siccome l’essere non entra nella sua essenza, può perdere l’essere (dissolversi o morire) e non per questo perde la propria essenza, che però diventa un semplice possibile.

Ogni ente agisce per un fine ed è finalizzato a Dio.
Ogni ente finito è causato e in ultima istanza è causato da Dio.
Mentre ogni ente finito causa altri enti supponendo una materia preesistente, Dio causa tutto l’essere di ogni ente, ossia, come si dice, è creatore.

Necessario è l’ente che non può non essere o rispetto all’essenza, per esempio l’anima umana, o rispetto allo stesso essere, e questo è Dio.
Lo spirito finito è necessario relativamente alla sua durata interminabile, ma non rispetto al suo esistere, perché è un esistere finito e causato.
Invece l’essere divino è assolutamente necessario, ossia necessario anche dal punto di vista dell’essere, che è eterno ed infinito.

Ogni ente è relativo (a Dio).
Dio è l’unico ente assoluto, che non dipende da nessuno, ma ogni ente dipende da lui. Egli è la causa prima e il fine ultimo di ogni ente.

P.Giovanni Cavalcoli,OP
Bologna, 13 novembre 2010
 

Presentazione: Corso di metafisica

 

 

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